martedì 27 aprile 2010

Il nostro viaggio a San Giovanni Rotondo

Un giorno, al telefono, parlando di noi, del nostro Amore e di quanto avrebbe voluto condividere con me alcuni suoi sogni, mi fece una proposta:”desidererei partire e andare a pregare insieme a te sulla tomba di Padre Pio è una cosa a cui tengo tantissimo” - “sono veramente commosso che tu mi abbia fatto questa proposta, lo voglio anch’io tantissimo e sono davvero felice che tu me lo abbia chiesto” le risposi, decidemmo insieme i giorni, prenotai l’albergo che mi aveva indicato (era lo stesso in cui si era recata qualche anno prima con sua nonna) e appena qualche settimana dopo partimmo, anzi partii dalla mia Sicilia, passai da casa sua per prenderla e ci avviammo per S. Giovanni Rotondo.
Non ricordo quante volte ci fermammo per strada per baciarci e per scambiarci delle effusioni, rammento solamente che partiti nel primo pomeriggio di un giorno in febbraio, giungemmo a destinazione a sera inoltrata con i fiocchi di neve che battevano sul parabrezza della macchina.
Arrivati in albergo dopo aver disfatto le valigie e sistemati i bagagli ci stendemmo stanchi per il lungo viaggio sul letto abbracciandoci, quando improvvisamente incominciò a singhiozzare.
Cosa c’è che non va? Non volevi stare qui con me?”Le chiesi impensierito per quella sua reazione inaspettata.
No, non è questo”, mi rispose, “Ogni volta che vengo qui a San Giovanni Rotondo mi sento più vicina al Signore e a Padre Pio, e stavo pensando a mio fratello, non sta bene, un giorno forse ti racconterò, ma vorrei chiederti un favore…” “dimmi tesoro, chiedimi qualunque cosa…” risposi sempre più preoccupato, “promettimi che pregherai per lui…” mi chiese, “Certo che lo farò! Stai tranquilla, pregherò per lui e per la tua famiglia da adesso e per sempre, non me ne dimenticherò mai…” le dissi rassicurandola mentre le asciugavo le lacrime dal suo viso con il dorso della mia mano.
Sono stati giorni indimenticabili: di gioia, di pace, d’amore e di preghiera, tra i più belli e sereni della mia vita!
Ricordo perfettamente come fosse oggi quanto mi appariva bella!
Era incantevole accucciata in quel suo cappotto rosso bruno, seduta su un banco della chiesetta con le sue mani giunte e il suo sguardo assorto in preghiera, il suo sorriso dolce mi accarezzava l’anima e penetrava profondamente nel mio cuore.
Ritornai nella sua regione insieme a lei per continuare altre due settimane al Call Center.
Ci rivedemmo tante altre volte e una volta dormii perfino a casa sua.

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