Cercai di non pensarla più, cercai di non telefonarle più, ma era come un rifuggire da me stesso.
Mi accorsi dunque di un’innegabile verità, un assunto certo: non potevo più vivere senza di Lei, senza la sua compagnia, la sua vocina, senza il suo profumo o il suo sguardo; tutto di lei.
Mi mancava come l'aria e non vedevo vita, non vedevo pace se non accanto a Lei, se non dentro il suo universo.
Casualmente però il destino, il fato mi stava dando la possibilità di rivederla ancora, di poterle stare vicino almeno per un po’: si era creato un nuovo Call Center in una città vicina alla sua a circa 70 km e “cercavano” istruttori disposti ad addestrare i neoassunti, mi feci avanti e fui subito "reclutato" per quella missione.
Le mandai una e-mail simpatica nella quale le dicevo in tono scherzoso che le sarei stato più vicino di quanto pensasse. La sua risposta non si fece attendere.
Non ho ancora oggi ben capito che cosa “scatenò” in Lei quella mia affermazione tanto che mi rispose con un sms che mi lasciò perplesso ed esterrefatto :”…forse non vorrei che tu venissi qui perché sono innamorata di un altro…”. Non ricordo altro di quel messaggio, ma ricordo perfettamente ancora le mie sensazioni: sentii crollarmi il mondo addosso e tutta la mia contentezza svanire nel nulla.
La richiamai, volevo delle spiegazioni sul perché non mi avesse mai detto o quanto meno accennato nulla di ciò, la presenza di un “altro” mi avrebbe certamente evitato di innamorarmi di Lei.
Solo dopo qualche giorno mi confessò la verità: aveva paura di dover soffrire ancora e di ripartire da zero, temeva di innamorarsi di me e voleva in un ultimo “disperato” tentativo che io mi allontanassi da Lei.
Ero arrabbiato con lei, ma andai lo stesso: la voglia di rivederla era più importante che qualsiasi altra cosa!
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