Ho avuto l’opportunità, direi la fortuna di conoscere sua madre, era senza dubbio una bella donna: occhi chiari, capelli biondi, portamento signorile, sempre abbigliata in maniera impeccabile.
Immaginavo che non dovesse passare inosservata per le strade della sua città.
Ricordo il nostro primo ma breve incontro: ero appena arrivato con la mia auto sotto il portone dove abitavano, in attesa che Lei scendesse, non passarono neanche due minuti che sentii strombazzare una macchina: erano madre e figlia, mi avvicinai all’auto e non appena Lei fece le presentazioni di rito io esordii dicendo:”Signora, deve essere davvero molto orgogliosa di sua figlia, è una persona veramente unica, come ce ne sono poche…”, mi rispose con un sorriso dicendomi: “Lo so, so quanto vale mia figlia ma ne devi esserne consapevole anche tu…”.
Non posso sottacere il fatto che ha saputo gestire – da mamma – anche se indirettamente la nostra relazione in modo intelligente e non bigotto.
Né posso dimenticare che ogniqualvolta mi son recato da loro con mezzi non miei mi prestava la sua auto personale per potermi muovere in città.
Ricordo ancora con piacere che una sera mi invitò a cenare con loro nel residence dove alloggiavano a Roma causa un piccolo intervento dell’altra figlia, non dimeticherò mai lo sguardo di E.:quella sera brillavano come non li avevo mai visti.
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