Ci sono dei ricordi dei quali non ho parlato perché sono così belli, intensi e delicati per esser resi solo con le parole e anche perché qualsiasi parola potessi mai usare non riuscirebbe a rendere il calore e il sapore di quegli attimi.
Sono ricordi che terrò sempre e solo per me, nascosti in un angolino del mio cuore, perché solo il cuore li può custodire gelosamente, perché solo il cuore li ha vissuti, solo il cuore li può capire.
Sono i ricordi meno vivi e sfumati dal tempo che passa, forse perché sono quelli che fanno più male, quelli che riescono anche per un attimo a staccarti dalla realtà riportandoti indietro nel tempo.
Le nostre preghiere, le dichiarazioni d’Amore, i miei problemi di un rapporto consunto e in crisi, le gioie di quello che stava iniziando, il sapere “cosa fare”, ma non sapere assolutamente “come” e “quando” farlo, le promesse, i sogni, i batticuori, la forza di andare avanti giorno dopo giorno nonostante le difficoltà, nonostante la distanza, la voglia e il desiderio di Lei che si rinnovava ogniqualvolta ci vedevamo.
E ancora: un saluto lasciato a metà, un “arrivederci” che si è trasformato in “addio”, le speranze vane e poi le lacrime mischiate alla pioggia che cade, serate vuote riempite dai ricordi, notti insonni, notti senza più sogni.
Mi c’è voluto parecchio tempo per accettare la solitudine interiore che riempiva dolorosamente le mie giornate.
Ma alla fine sono riuscito pian piano a stare meglio grazie anche alla vicinanza virtuale ma discreta di amici e amiche conosciute su un forum che parlava d’Amore.
E così senza quasi accorgermene la mia vita ha ripreso il ritmo di sempre e il lavoro ad occupare gran parte delle mie giornate.
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